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LETTERA DA BENPOSTA. “Prendiamoci cura dei bambini e dei ragazzi del Venezuela”

Un rifugio sicuro per chi viene abbandonato

 

Carissimi, sono anni che sento che il mondo è diventato accessibile a tutti quelli che hanno i “schei” pero! mentre il povero è malvisto persino dal “clochard” perché concorrente. I poveri nessuno li vuole per loro ci sono le organizzazioni internazionali, al peggio le parrocchie e tacitiamo le nostre coscienze fingendo di non vedere ne voler sapere!

Ora che i TG non parlano più del “caso” Venezuela e i giornalisti sono occupati con altri argomenti, stati come il Perù, ed altri, stanno mandando aerei pieni di Venezuelani, molti dei quali a piedi avevano raggiunto questi paesi di ritorno in patria. Mi vien da dire “però che salto di qualità

partiti a piedi e rispediti a casa in aereo”, non vi pare?

Questo esodo ha coinvolto oltre 5 milioni di persone. Coloro che avevano una professionalità hanno lasciato il paese. C’è un impoverimento generale di tutto il Venezuela: medici competenti non ce ne sono, università senza docenti chi aveva una specializzazione e guadagnava 3/5000 $ al mese ora ne percepisce 3 o 5 $, impiegati ed operai 2 $...si compera a mal-appena 1 Coca Cola unico prodotto che è comunque sempre presente in qualsiasi parte del mondo si vada!

L’anno scorso i supermercati avevano scafali vuoti, senza prodotti, oggi sono pieni di tutto ma si paga solo in valuta! perciò accessibili solo ai benestanti cioè chi ha capitali fuori del paese e chi fa parte o sostiene l’attuale politica vigente (una battuta che gira tra la povera gente Venezuelana: “Vuoi dimagrire??? la dieta Maduro funziona e fa miracoli!”).

A chi soffre di fame non interessa nulla del blocco Russo contrapposto a quello Americano chiede di poter mangiare non “ogni 3 giorni”.

Attualmente nei nostri campi abbiamo 1005 bambini da accudire quotidianamente, anziani soli a cui forniamo una busta spesa settimanale e un numero crescente di giovani paraplegici da assistere. Se qualcuno fosse disposto a dare un aiuto con “l’adozione a distanza” basterebbero 20 Euro al mese: è il costo per il cibo e le cure necessarie.

Allego una foto di un ragazzo di 33 anni pesa 28 chili e la prima cosa che ci ha chiesto quando l’abbiamo incontrato è stata “Ho fame datemi da mangiare.” Uno dei nostri bimbi ha bisogno di essere operato al cuore, ma qui non ci sono medici con le competenze del caso. Dobbiamo portarlo in Spagna per l’intervento e decorso post operatorio.

Un altro ragazzo ha avuto il 2° intervento agli arti inferiori e per la riabilitazione lo portiamo in Spagna sempre per la mancanza di professionalità adeguata in Venezuela.

C’è qualcuno disposto a prendersi a cuore questi casi?

Anche quest’anno, tra fine Dicembre o metà Gennaio, riuscirò ad organizzare un container di aiuti per la comunità Benposta.

 

 

Ecco l’elenco dei beni di prima necessità di cui c’è bisogno in questi mesi:

- Denaro (in idioma locale: schei) con questo si accede a tutto.

- Viveri a lunga scadenza (olio, scatolame vario, legumi secchi, riso, pasta lunga, cereali, zucchero, caffè, biscotti, marmellate, cioccolato (in barattolo); dolciumi, carne in scatola (tonno, sgombro, acciughe, condimenti, pelati, spezie, ect...)

- Pentolame (DIMENSIONI GRANDI)

- Fornelli a gas (tipo da campeggio con fuoco grande)

- Panche e tavoli pieghevoli (tipo da sagra)

- Palloni e palle di qualsiasi genere (basket, volley, calcio e qualsiasi altro sport)

- Giocattoli e pelouche (dimensioni piccole per contenere l’ingombro)

- Vecchi cellulari e PC portatili (purché completi e funzionanti)

- Materiale scolastico (quaderni, penne, matite, temperini, zainetti, borsoni, ect.)

- Deodorante neutro stick (no spray)

- Antizanzare (no bomboletta)

- Bicchieri e vassoi in plastica dura o acciaio

- Bacinelle, insalatiere, scolapasta, contenitori e attrezzi per uso cucina

- Grattuge, apriscatole, coltelli da cucina grandi, mestoli, fruste, ect.

- Lenzuola, asciugamani, canovacci, strofinacci, tappetti, scope, spazzoloni, secchi,

spazzole da bucato...

- Attrezzi da lavoro per falegname, elettricista, idraulico, muratore, pittore, giardiniere...

- Scarpe da calcio e sportive varie (fino alla taglia 43)

- Candele (spesso manca la corrente)

- Sementi da semina nei campi ed orti

Questo è, grossomodo, l’elenco dei materiali che servono per mettere in funzione la mensa comunitaria appena costruita nell’isola di TOAS. Se ricordate, il container precedente conteneva il necessario per la costruzione di questo centro. La funzionalità è per fornire un pasto giornaliero a 7/800 bambini del posto.

Concludo con ciò che ci proponiamo per la fine del 2020 e quindi ci sarà il proseguo con un altro invio tra circa 1 anno. L’intenzione è di sistemare una abitazione che sta a dirimpetto dell’ospedale per bambini San Rafael. Sappiate che gli ospedali sono sprovvisti di tutto non hanno neanche la garza per medicare un malato o un cerotto per coprire una ferita. È il paziente che deve comperarsi tutto quello che serve per le cure, per il vito, le medicine stesse…che spesso neanche le farmacie hanno.

Questa casa funzionerà come centro di assistenza per tutto questo. Distribuiremo medicinali, materiale sanitario, cucineremo per dar cibo agli ammalati e anche un letto per ospitare, nei casi urgenti, chi dovrà assistere un paziente che è stato operato. Ambiziosi? Vero? Può darsi, a me sembra di non fare mai abbastanza.

Desidero poter creare con Voi un rapporto di continuità. Questo mi sta succedendo con le aziende che mi supportano: si è creata un’amicizia e mi riconoscono subito già dal buongiorno telefonico. Confesso che non mi sarei mai aspettato di arrivare a questa genuina qualità di rapporto come “richiedente”!

Grazie a tutti Voi, grazie a “Melahel” mio compagno di viaggio che mi protegge, assiste ed ispira.

 

 

DONA ORA E SOSTIENI IL PROGETTO BENPOSTA VENEZUELA

Banca Fideuram

Viale trento, 52 - 36100 Vicenza

IBAN: IT69O0329601601000064205902

causale Benposta-Venezuela

mobile 3475125532 /

www.benposta-venezuela.it

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Il progetto di Benposta ha bisogno di mani forti e cuori generosi per continuare a portare avanti l’opera di raccolta e stoccaggio per l’invio a breve di un nuovo container di aiuti. Invitiamo uomini e  donne a dare la loro disponibilità per offrire qualche servizio e formare in prospettiva un piccolo Gruppo Missionario parrocchiale. Chi fosse disponibile a dare una mano contatti direttamente Andy Cerantola oppure don Emanuele.

 

 

 

da Il Resto di Tavernelle - ANNO II - DICEMBRE 2019

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